Sunday, May 9, 2010

Nota 12

Casa. 12.04am

Qualcuno gli ha pagato la casa a sua insaputa. Chissà perchè nessuno mi ricarica la carta di credito senza dirmi niente. O Scajola, ma vaffanculo va.
Che paese patetico che stiamo diventando. Paragonandoli all'Italia, anche gli Stati Uniti diventano un paese profondamente serio, e il che è tutto dire..
Oggi il ducetto ha anche detto che in Italia c'è persino troppa libertà di stampa. Non riesco a capire come le parole troppa, libertà e stampa possano stare nella stessa frase in un paese che, teoricamente dovrebbe essere civile come l'Italia.

Beh basta parlare dell'Italia e delle sue solite beghe politiche. Il discorso è piuttosto noioso. Sopratutto visto che leggete dall'Italia e siete costretti a sentire queste stronzate ogni giorno.
A Denver non sono successe grandi cose in questi ultimi due giorni, io ho quasi finito il mio corso, giovedì è l'ultimo giorno, e devo dire non mi dispiace per nulla. Non perchè non mi sia piaciuto, anzi, ma perchè è stato davvero pesante e superintensivo. Però obiettivamente ho imparato un casino di cose, ed è questo l'importante. Da venerdì, a meno che non mi boccino, mi ritroverò il mio certificato di insegnante di ESL. Poi vedremo che farne. Dove andare, se andare, che fare. Piani non ne ho, forse non ne voglio, inizierò a pensarci. Ho comunque deciso che giorno tornare a Cagliari, stavolta abbastanza definitivamente.
Mi sono ritrovato a insegnare inglese a persone di Brasile, Corea del Sud, Mali, Spagna, Colombia, Francia, Nepal, Mongolia, Arabia Saudita, Libia e immagino di star dimenticando qualcosa..Ed è figo, molto figo.

Ogni viaggio lo ricollego alla musica. Ogni viaggio che ho fatto ha la sua canzone, il suo gruppo, il suo cantante. Non necessariamente belle canzoni o bella musica, ma io son solito ricordare che musica ho ascoltato in più o meno ogni viaggio. La musica dei momenti belli, la musica dei momenti tristi. Centinaia, forse migliaia di canzoni. Se penso all'Irlanda, è il primo viaggio che mi viene in mente, non posso non pensare ai Coldplay e A rush of blood to the head. Clocks and The scientist ascoltate tante, troppe volte. Ma anche i Vines erano apparsi in quel viaggio, il loro primo disco. Londra più di dieci anni fa mi rimanda a Bittersweet Symphony, ai Prodigy, a Ok Computer. Il 1997 è stato l'anno per me musicalmente più importante. Una sorta di punto di partenza. Se penso a New York penso a Gnarls Barkley e a Crazy, se penso a Seattle non posso che pensare ai Royksopp e Junior. La mia seconda volta a Parigi vuol dire Nirvana e Manu Chao, la terza solo ed esclusivamente la colonna sonora di Amelie.
Denver è un mix di musica, la prima volta a Denver vuol dire Bravery, Paramore, il nuovo degli Editors, Tegan & Sara. Scegliendo canzoni dico Hatefuck dei Bravery, Ignorance dei Paramore, All the right moves dei One Republic e Papillon degli Editors. In effetti non sono certo granchè come canzoni, però sono le quattro che mi fanno venire subito in mente la prima Denver.
In questa seconda Denver l'inizio è stato molto italiano, Sikitikis, Il Teatro degli orrori, il nuovo dei Baustelle. Poi Tegan & Sara, ancora, Slagsmalsklubben, il momento di infatuazione per Jonsi, Jack's Mannequin, moltissimo. Sparsi National, ancora Paramore, Dente, The pigeon detectives, ovviamente Death cab for cutie and Decemberist. Non possono mancare mai.

Bè stavolta ho un pò divagato, nessuna notizia divertente da questo angolo sperduto degli Stati Uniti, nessuna novità da raccontare. Meglio dormire.

Dormi bene Denver

01.04am

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